Nel mondo della consulenza e delle perizie sui beni preziosi, esiste un principio ferreo: il costo di una prestazione misura la qualità, la terzietà e la responsabilità di chi la esegue.
Quando ci si trova a dover inventariare e stimare i beni contenuti in una cassetta di sicurezza bancaria — che si tratti di un’amministrazione di sostegno, di una successione ereditaria o di una divisione patrimoniale — l’errore più comune è valutare i preventivi solo in base alla cifra finale, senza comprendere cosa si stia davvero acquistando.
L’attività di consulenza peritale viene svolta nel pieno rispetto della Legge 14 gennaio 2013, n. 4 (che disciplina le professioni non regolamentate). Questo significa che, pur non essendoci un “Ordine”, l’operatività segue standard rigorosi di trasparenza, aggiornamento continuo e tutela del consumatore, garantiti dall’iscrizione come Consulente Tecnico presso il Tribunale e la Camera di Commercio.
Quanto vale il tempo di un vero professionista?
Un perito qualificato iscritto agli Albi ufficiali non vende semplicemente “del tempo”. Vende competenza scientifica, indipendenza da qualsiasi interesse d’acquisto e responsabilità formale su ciò che dichiara.
Nel mercato, il compenso orario di un professionista qualificato oscilla tra i 150 e i 250 euro all’ora. Cifre che servono a coprire l’aggiornamento continuo, la struttura di laboratorio, le coperture assicurative e la responsabilità penale e civile collegata a ogni singola firma depositata.
In un intervento in banca, inoltre, la differenza la fa il metodo: un professionista allestisce sul posto una vera e propria strumentazione diagnostica con bilance di precisione e strumenti idonei all’identificazione immediata di metalli, gemme, gioielli e orologi. Sì, perché quando si va ad aprire una cassetta di sicurezza, all’interno ci può essere davvero di tutto.
Il caso concreto: l’accesso in caveau e l’incognita del contenuto
L’assistenza peritale per l’apertura di una cassetta di sicurezza è una procedura formale che richiede complessivamente dalle 3 alle 5 ore di lavoro, tra trasferta, stazionamento in caveau alla presenza di Notai o altri funzionari, analisi, rilievi fotografici e successiva stesura della perizia o del verbale in laboratorio.
Spesso i clienti o gli eredi non hanno alcuna idea di cosa troveranno all’interno di quella cassetta. Potrebbe essere piena di gioielli di pregio, contenere solo ricordi di famiglia di modesto valore, oppure risultare completamente vuota.
Ed è qui che si misura la trasparenza di un professionista.
La scelta del Forfait di 500 €: Trasparenza, Dignità e Terzietà
Per garantire la massima trasparenza ed eliminare qualsiasi incertezza, il compenso per un intervento d’uscita, inventario e verbalizzazione all’interno del Comune di Milano si attesta su un forfait unico di 500 euro (+ IVA).
Per gli interventi da eseguirsi fuori dal territorio comunale di Milano, al forfait d’intervento si aggiungono le spese vive di trasferta (rimborso chilometrico su tabelle ACI, pedaggi e parcheggi) e una quota ridotta pari al 50% della tariffa oraria professionale (75 euro/ora + IVA) a copertura del solo tempo di percorrenza.
Perché questa cifra è la più equa per tutte le parti?
- Se la cassetta contiene preziosi: il forfait copre integralmente il tempo d’uscita, l’impiego delle attrezzature di precisione portate in loco, l’inventario analitico e il verbale dell’operazione. (Qualora vi sia la necessità di una successiva perizia scritta formale stilata in studio, si applicherà un compenso a parte, calcolato in percentuale sul valore stimato durante l’apertura).
- Se la cassetta risulta vuota: il compenso rimane di 500 euro. Il cliente paga la disponibilità del professionista, la mezza giornata di agenda bloccata, la trasferta, la presenza ufficiale nel caveau e la firma a garanzia della verbalizzazione dell’assenza di beni.
- Indipendenza assoluta: un prezzo fisso slegato dal valore del contenuto ribadisce la terzietà del perito. La parcella non sale se ci sono diamanti importanti e non scende a cifre simboliche se non c’è nulla: il cliente paga la scienza e la responsabilità del Consulente Tecnico o dell’esperto.
Trasparenza e Normativa di Riferimento per i Compensi:
- Perizia di stima formale: Qualora sia richiesta una relazione peritale valutativa stilata in studio, il compenso viene determinato su base percentuale in relazione al valore stimato dei beni, applicando i criteri di calcolo previsti dagli artt. 49-57 del D.P.R. 115/2002 e dall’art. 3 del D.M. 30 maggio 2002.
Una riflessione: perché si dovrebbe chiedere meno di questa cifra?
Capita di imbattersi in soggetti che propongono uscite in banca a 150 euro tutto compreso. Bisogna essere molto onesti ed educare il mercato su cosa nasconda una cifra del genere.
Chiedere 150 euro per un’operazione che richiede 4 ore tra trasferta, allestimento strumenti, caveau e verbale significa lavorare a circa 30 euro all’ora lordi. Una quota che, tolte imposte, benzina, cassa previdenziale e ammortamento strumenti, lascia al presunto esperto una cifra ridicola.
Un professionista non dovrebbe lavorare a queste condizioni. Quando ci si imbatte in una cifra simile, quali potrebbero essere le motivazioni ?
- Assenza di qualifiche e strumenti
- Superficialità
- Il secondo fine commerciale
- Strategia per agganciare clienti (prezzo civetta)
La professionalità si paga prima ovviamente per tutelarsi dopo
Stabilire e richiedere il giusto compenso — 500 euro + IVA a forfait — è un atto di rispetto verso la professione e soprattutto verso il cliente. Significa offrirgli la certezza di avere al suo fianco un professionista indipendente, munito degli strumenti giusti e con il solo obiettivo di tutelare il suo patrimonio a parità di informazioni con qualsiasi interlocutore, anche in futuro..
Chi valuta non deve comprare, e chi compra non sta valutando. Se la valutazione è finalizzata all’acquisto o svolta da chi ha un interesse commerciale sui beni, viene meno la terzietà prescritta sia dalla Legge 4/2013 sia dai principi deontologici dell’iscrizione agli Albi dei Tribunali e della Camera di Commercio.